|

She hath no fury 27/12/1999
Ogni volta
che ad Emma Caulfield è mandato uno script per la sua nuova serie,
Buffy the Vampire Slayer, lei trattiene il respiro e si agita tra le pagine
come una pazza,
“Io prego di non arrivare a quelle temute parole che Anya riprende i suoi
poteri”
dice Caulfield.
“Questo sarebbe probabilmente grandioso per lo show, ma per ma farebbe
schifo.
L’attrice si è unita alla serie Horror di successo della WB lo scorso
dicembre,
come il demone Anyanka, santa protettrice delle donne tradite.
Il ruolo
richiedeva un make-up di quattro ore e mezza dal “tronco alla testa”,
lavoro che Caulfield chiama “claustrofobico e orribile”, e un guardaroba
di rozza iuta.
Ma successivamente il magico amuleto di Anyanka è stato distrutto è lei
è diventata Anya, una teenager di 1.100 anni che va male in matematica.
“E da allora questo è stato il più grande divertimento che ho avuto nella
mia vita!” dice. “E’ risaputo da tutti sul set che io voglio rimanere
mortale”.
Dopo aver
sviato il college nella metà anni ’90 con periodi di lavoro in “Beverly
Hills 90210” e “General Hospital”, la natia di San Diego Caulfield ha
smesso di recitare per concentrasi su una laurea ed una carriera di “strizzacervelli”,
ma l’offerta di Buffy, ha messo questa cosa in fermo. “Io ho effettivamente
un grande desiderio di fare qualcosa col mio cervello” dice. “Io non so
se voglio recitare tra 15 anni da ora.
Voglio dire, amo il processo della recitazione, ma non il masochismo.
Non importa quanto successo consegui ad Hollywood, non puoi rimanere.
Il tuo nuovo film non apre bene? Loro stanno cercando per la prossima
persona per sostituirti. C’è sempre qualcosa. Non hai la vera pace, mai”.
Detto questo, la ventottenne Caulfield, che a differenza della maggior
parte dei giovani ribelli di Tinseltown, è un’ultra conservatrice, ha
anche un occhio sul caotico mondo della politica: “C’è una parte di me
che lascerebbe totalmente cadere il business della recitazione e lavorerebbe
per Liddy Dole. Seriamente. Se lei corresse (di nuovo) per la presidenza,
Io sono li!”.
|